Liguria Heritage Review

Crescere in Italia riesce a far diventare normali le situazioni più curiose, e in assoluto la più straordinaria è la trasparenza verso l’arte. Essi’, siamo circondati da un numero di bellezze, musei, monumenti e siti archeologici che sono la totale normalità per chi ci vive. Sono cresciuto in Ventimiglia e nonostante oggi si sia guadagnata un posto di sottoscala dell’economia del panorama intemelio, ti fa ben capire che non è sempre stato così. Una zona assai ricca di memoria, di passato e di persone che oggi giorno sono completamente trasparenti ai più, curiosi compresi.

Cosa ci vorrebbe?

Oggi con la rivoluzione mobile alle spalle, sarebbe così semplice poter usare i dispositivi mobili per sopperire alla secchezza dell’organizzazione turistica (stagionale, interessata e poco pubblicizzata), è così che mi sono ritrovato tra le mani l’applicazione Liguria Heritage. Mi e’ bastato cliccare su Download sul mio telefono Android per capire che le buone intenzioni dell’autore erano finite ben presto. Vi chiederete come mai una Review intera dedicata a questa applicazione? Vi invito a proseguire e trovare voi stessi la risposta.

Design Review, Hands on!

La prima impressione, leggendo la pagina del Google Play market e’ quella di un’applicazione non ancora fruibile per il pubblico: descrizione generica dell’applicazione, pochi screenshot di presentazione che introducono pagine non esplicative della funzionalità proposta. Nessun video di anteprima, e le sole anteprime visibili mostrano quello che e’ essere il contenuto totale dell’applicazione: Un’introduzione, una pagina di download e una pagina di “realtà aumentata”. Sara’ forse un prototipo sviluppato a tesi di laurea? Non proprio: sviluppata da Datasiel SPA, nota azienda genovese ex Telecom Italia e Regione Liguria, operante in supporto tecnico, assistenza e programmazione del servizio pubblico regionale ligure. Insomma, una bella responsabilita’.

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Decido comunque di non fermarmi all’apparenza e clicco su Install. 8.14 MB di Download, manco male per un’applicazione di realta’ aumentata. Normale? Non mi pongo il problema più di tanto ed apro l’applicazione. Il menu introduttivo in lingua italiana (nonostante il mio telefono bandisca lingua inglese di preferenza) mi fa capire per un buon minuto di caricamento che la velocita’ non mi accompagnera’ per il resto della navigazione. Aspetto… Ancora un po’… Ancor… Ok caricata.

Avete presente ritorno al futuro? La stessa sensazione di uscire dalla Delorian e trovarsi negli anni ’90? L’applicazione è proprio un tuffo nel passato: nessuno layout, solo un logo e delle immagini di nomi di paesi. Ma qualcuno gli ha fatto presente che esistono guide per lo sviluppo delle applicazioni mobile? E i margini dove sono? E il material design? Non esisteva ancora negli anni ’90, ma per grazia ricevuta oggi si.

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Effettivamente 8.14 MB di Download erano solo la punta dell’iceberg perché ovviamente dentro l’applicazione (non menzionato precedentemente nella schermata del Google Play) si devono scaricare le mappe dettagliate. Ok, proviamo a scaricare il contenuto aggiuntivo: l’applicazione si blocca con un avviso di download senza percentuale di progressione, e prende il suo tempo per scaricare il contenuto (10-20 minuti per paese). Nel frattempo si perde il controllo sull’applicazione, come se il multi-thread e sistema di activity su Android fosse un lontano ricordo. Se si prova ad uscire dall’applicazione, il download non si interrompe solamente ma si annulla. Non molto pratico se nel bel mezzo dei 20 minuti di download avete la sfortuna mia di ricevere una chiamata telefonica. Pronto? No no… non stavo rifacendo niente di importante, dimmi pure…

Conclusioni

Insomma avrete capito che il tentativo di salvaguardare il patrimonio culturale ligure non si trova in buonissime mani. Un principio molto conosciuto dell’economia online recita “if you are not paying for a product, you become a product“, ossia i prodotti gratuiti non sono poi cosi gratuiti come sembra, e bisogna fare attenzione a non diventare noi stessi i prodotti finali. In questo caso l’applicazione si è scaricabile gratuitamente (nelle condizioni sopra citate), ma ben lontana da essere gratuita.

Sviluppata con finanziamenti Regionali, Nazionali ed Europei, oserei dire che l’abbiamo pagata un po’ tutti, non solo in Liguria. I contributi per il progetto (piu’ ampio della suddetta applicazione) arrivano dall’asse 4 dei fondi FESR 2007-2013 e secondo la rendicontazione regionale è costato (in contributi versati a Datasiel SPA) quasi 600.000 euro tra il 2013 ad oggi. Si poteva forse fare qualcosa di più? Direi proprio di si. Cosa ne pensate?

 

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